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Ho conosciuto Carlo Carrà da un dipinto del 1955 intitolato “Cavallo sulla spiaggia” che mi ha colpito per il colore del soggetto, un grigio come il mio che non c’è più
.Dalla notte dei tempi l’uomo è attratto da questo meraviglioso animale perché rappresenta un misto di potenza, eleganza e dinamismo intriso da profondo valore simbolico.
L’artista lo ha rappresentato nelle diverse fasi della lunga carriera esplorandone forma, movimento e forza per giungere a una sintesi fra realtà e astrazione.Il “cavaliere elettrico” è il film che ricordo con maggior affetto tra quelli con un cavallo fra i protagonisti. Uscito nel 1979 e diretto da un grande Sidney Pollack, si avvale della magica presenza di Robert Redford e Jane Fonda.La pellicola esprime un’amara critica nei confronti di chi subordina la vita di animali e uomini alle spietate leggi consumistiche del marketing e dell’intrattenimento.
Il 25 e 26 aprile 2026 si svolgerà uno stage con Giulia Gaibazzi presso il Centro Equestre La Contea, via Gavardo, San Valentino di Castellarano (Reggio Emilia)
Il sabato 25 il tema è LAVORO IN LIBERTÁ mentre la domenica 26 si tratterà il LAVORO IN SELLA.
Si può partecipare a una sola giornata o ad entrambe come uditore, con cavallo di proprietà o con cavallo della scuola.Sapendo del mio legame con i cavalli, un’amica mi ha regalato un biglietto di auguri con l’immagine dell’opera “Il cavallo nel paesaggio” dipinta da Franz Marc.Non conoscevo l’artista ma sono stata folgorata da quel destriero, dipinto in una posa inusuale, dall’alto e da dietro, immerso in colori intensi come le sensazioni percepite durante una passeggiata a cavallo.
“Il nuovo regno delle Amazzoni” è il titolo di un percorso di interventi assistiti con i cavalli per pazienti senologiche e operatori sanitari che si svolgerà a Forlì nel mese di aprile. Si tratta di sei incontri gratuiti che si terranno ogni lunedì a partire dal 13 aprile.Il progetto è organizzato dalla Fondazione GrandeGiù – una onlus che ha come obiettivo l’umanizzazione delle cure in ambito emato-oncologico – in collaborazione con la Direzione dell’Ospedale Morgagni-Pierantoni e del Centro Equestre “Raggio di Sole”, entrambi con sede a Forlì.
Dai quadri di Giovanni Fattori, in cui spesso sono presenti cavalli, traspare una modernità che affascina.
Nei suoi cavalli si percepisce una sensazione difficile da definire con un unico termine. L’impressione è che l’artista abbia colto la loro essenza, come lo stretto legame col cavaliere quando dipinge le battaglie risorgimentali e l’appartenenza alla natura quando lo ritrae, libero, nei paesaggi della Maremma Toscana.C’è un famoso dipinto di Caravaggio in cui un cavallo, messo al centro della scena, appare il protagonista principale. Si tratta de “La conversione di San Paolo” e si trova a Roma, nella chiesa di Santa Maria del Popolo.Paolo di Tarso era un feroce persecutore di cristiani e la sua conversione avvenne in sella lungo la via di Damasco. All’improvviso lo avvolse una luce e, disarcionato, udì la voce di Gesù che gli chiedeva perché lo perseguitasse. Caravaggio coglie l’attimo in cui Paolo è a terra con le braccia alzate al cielo, ma il cavallo domina fisicamente la scena, attirando l’attenzione.
Troppo spesso si descrive il cavallo come un essere a cui si vuole molto bene, soprattutto a parole, ma non sempre le parole sono in sintonia con le azioni, che riflettono il pensiero che l’animale sia un oggetto al servizio dell’uomo, di cui si decide il destino sulla base di esigenze che non sono le sue, anzi, senza nemmeno conoscerle.
































